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L'efficacia dell' ODV monocratico

Chiarimenti sull'ordinanza del 22 giugno 2015


Il pensiero attuale di molti è quello di dire, sulla base dell’ordinanza in oggetto, che un organismo di vigilanza monocratico non è adeguato e quindi il modello 231 non efficace e non esimente o comunque non sufficiente a prevenire le misure cautelari.

Una lettura attenta della decisione del Tribunale del Riesame delle misure cautelari di Parma [Ordinanza del 22 giugno 2015 (udienza 26 maggio 2015)] rileva invece una visione completamente differente.

Il caso (sintetizzato in ottica analisi del rischio): una emittente televisiva privata ha presentato diverse domande di sovvenzione ad ente pubblico, fornendo dati falsi (essenziali al contributo) ed ottenendo una sovvenzione significativamente maggiore rispetto a quella cui avrebbe avuto diritto (reati presupposto di possibile riferimento articoli 483 e 640 bis Codice penale). Rischio esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi (fino a 2 anni anche in via cautelare) ed eventuale revoca di quelli già concessi.

I fatti: la suddetta società a seguito della contestazione dell’illecito aveva adottato un Modello 231 (con il supporto di società specializzata), ma analizzando il caso concreto nel procedimento del Tribunale si legge che “… è opinione di questo Collegio che il fatto stesso che l'Organismo di vigilanza sia di natura monocratica è idoneo a pregiudicare l'efficacia concreta della sua azione di monitoraggio che, considerati i trascorsi molto negativi della società, dovrà necessariamente essere assidua e assai penetrante”.

Qui non si giudica l’attività del Tribunale, che a giudizio di chi scrive è ineccepibile nel caso di specie, si vuole approfondire l’argomento.

Si ricorda quindi che l’Organismo di Vigilanza deve essere “progettato” in funzione delle competenze che deve possedere e sulla base dei rischi rilevati nell’analisi dei reati presupposto, deve pianificare una vigilanza coerente con tale attività di risk assessment ed avere flussi informativi pensati sui reati specifici, devono essere verificati infine anche gli altri organismi di controllo (per esempio il Collegio sindacale).

La “ratio” nella scelta deve essere basata anche sul clima etico, evidenziabile nei seguenti indicatori: precedenti, attenzione della direzione al progetto, pressione sul management per target ed incentivi, integrità del personale, entità e importanza delle transazioni, condizioni economiche dell’ente (difficoltà a far fronte agli impegni), competitività dell’ente e contesto operativo (leggi e regolamenti), adeguatezza ed efficacia dei controlli, conoscenza delle leggi e azioni correttive già intraprese.

Commenti: verificare le motivazioni di idoneità in merito all’Organismo di vigilanza e gli strumenti di controllo della sua attività.

 

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