Contattaci: +39 02 55186649 - 02 7492085
E-mail: info@organismodivigilanza.com

Il problema della copertura assicurativa, o meglio l'opportunità!


Tutti mi chiedono sempre, ai corsi, ai convegni o durante la consulenza se ci sono assicurazioni per la 231. Ho sempre cercato di rispondere in modo generico perché è un argomento complesso che non può essere liquidato con poche parole.

Gli aspetti che mi preme sempre sottolineare sono sostanzialmente due: il primo riguarda il fatto che la copertura assicurativa è uno dei tanti aspetti di gestione del rischio e quindi deve essere contestualizzata; il secondo aspetto è che la gestione dei rischi puri è un’attività specialistica e, come tale, deve essere considerata. La delicatezza e la complessità dell’argomento che qui ci occupa mi ha spinto a confrontarmi con un vero esperto del settore: un broker, ossia quel consulente esterno ed indipendente, sia dall’assicurazione sia dall’azienda, che dovrebbe aiutare quest’ultima a capire i bisogni (aspetto più importante) e conseguentemente a trovare le soluzioni.

L’esperto interpellato è il Dott. Massimo Lietti della società Ferbrokers S.p.A. che da sempre mi aiuta nei lavori di normazione tecnica. Questa la sintesi della chiaccherata che, al pari delle altre avute con lui, è stata molto illuminante e dai risvolti pratici perchè legata al mondo reale, con consigli dati da chi ogni giorno parla con le imprese.

La prima cosa che il Dott. Lietti mi chiarisce è quella che una polizza specifica non avrebbe senso: siamo nel settore dei rischi puri sì, ma non possiamo pensare a prodotti che gestiscano le sanzioni o il dolo, in quanto sono prodotti che per natura assicurativa non possono esistere. Il Dott. Lietti mi ricorda che il primo vero lavoro è quello di verificare le coperture che ho già, con una nuova esigenza: la responsabilità amministrativa in sede penale da Decreto leglslativo 231 dal 2001, e la cui discplina è genericamente indicata come “231”: si è infatti trattato di una modifica al regime della responsabilità delle imprese che è stata di particolare significato e che ha modificato molte soluzioni pratiche applicate dal mercato. La prima verifica in ottica 231 è quella di analizzare sia i danni che possono derivare in conseguenza di comportamenti dei soggetti che agiscono per la società, sia le conseguenze negative di ordine patrimoniale.

Di conseguenza le coperture che devono essere verificate sono quelle di responsabilità civile amministratori e dirigenti (in sigla D&O ndr), poi la classica responsabilità civile verso terzi dove deve essere posta estrema attenzione per i danni che possano derivare ai terzi, così come agli operai ed ai dipendenti (in sigla RCT o RCO ndr). In questo settore si può pensare ai rischi derivatnti dalla 231 legati alla redazione dei bilanci ed alle comunicazioni sociali, oppure a quelli relativi all’industria ed al commercio. Il Dott. Lietti, tirando le somme, ci consiglia sempre di porre molta attenzione circa l’analisi dei soggetti che possono creare il problema, ampliare l’area dei soggetti destinatari dei modelli 231 e, poi, verificare i valori. Possono, poi, essere analizzati i possibili rischi in materia di cause di lavoro, considerando che per problemi derivanti dall’applicazione della 231 abbiamo spesso un soggetto che viene considerato il responsabile e che, ovviamente, cercherà di difendersi. Oltre a questi aspetti occorre considerare il ruolo svolto da alcune polizze D&O, responsabilità civile degli amministratori, che garantiscono la responsabilità che ricade sugli amministratori, i dirigenti ed i sindaci delle società nei casi di discriminazioni, mobbing, molestie o, più in generale, comportamenti illeciti nell’ambito dei rapporti subordinati; inoltre le polizze RC datoriali offrono una copertura delle richieste di risarcimento relative ad altri e diversi aspetti, come la tutela dei dati personali e la gestione delle crisi che insorgono nel rapporto di lavoro.

Ultimo aspetto di grande rilevanza sono le polizze specifiche per i reati ambientali, per esempio inquinamento o danni ambientali dove, se l’analisi dei rischi 231 lo evidenzia come aspetto potenzialmente critico, vige l’obbligo di intervenire “indipendentemente dalla richiesta di risarcimento”. Gli ultimi consigli del Dott. Lietti, dopo aver verificato le coperture in corso, sono i seguenti: esternalizzare il rischio di gestione del contenzioso, ossia prevedere una copertura per le cause legali che sia specifica per la 231, perché lo stesso Dott. Lietti ci ricorda che i costi del “penale” sono alti e concentrati nella prima fase del procedimento. Inoltre la copertura legale deve essere prevista anche per le altre polizze, perché, ricorda il broker, fidarsi delle assicurazuoni è bene, ma nel caso di un giudizio non sempre saranno dalla nostra parte in quanto potrebbero non trovarlo conveniente; per questo, in caso di aspetti critici, è meglio avere la copertura derivante da polizze specifiche. Del resto non bisogna dimenticare che, per la compagnia di assicurazione, quella di gestire il sinistro, a meno che il contratto non lo preveda espressamente come un obbligo, è una facoltà.  

SB - Giugno 2012 (riproduzione riservata)

Riferimenti: http://www.ferbrokers.it/

News:

  • 31/08/2020

    Aggiornamento: nuovi reati presupposto nel Decreto legislativo 231

    Forte impatto sul diritto penale d'impresa, soprattutto con riferimento alle fattispecie di reati tributari e di reati contro la pubblica amministrazione
  • 11/05/2020

    La nuova circolare 231 di Audit in Italy

    Il nostro servizio di aggiornamento esclusivo per clienti, contatti e collaboratori Audit in Italy, area compliance-Decreto Legislativo 231 del 2001.
  • 21/01/2020

    I reati tributari nel Decreto 231: ci siamo!

    I “reati fiscali” creano responsabilità penale di impresa
  • Archivio