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Misure cautelari


L’applicazione delle misure cautelari alle persone giuridiche è disciplinato dall’articolo 45 del D.lgs 231/01. Sono misure di privazione della libertà giuridica del’Ente a cui vengono applicate.

Sono richieste dal Pubblico Ministero al Giudice per le indagini Preliminari e possono essere disposte nel corso delle indagini preliminari, quindi prima che venga instaurato un vero e proprio processo e, dunque, prima che venga emessa una sentenza di condanna.

È quindi un aspetto fondamentale da conoscere per effettuare una corretta analisi dei rischi. Competente ad emettere le misure cautelari è solo il Giudice (PM e Polizia non possono applicarle) e  sono solo quelle previste dalla legge. Ecco i presupposti previsti dal citato articolo 45: sussistenza di gravi indizi tali da far ritenere la sussistenza della responsabilità dell’ente per un illecito amministrativo dipendente da reato; fondati e specifici elementi che fanno ritenere concreto il pericolo che vengano commessi illeciti della stessa indole di quello per cui si procede.

Quando tali requisiti non ricorrono le misure cautelari NON POSSONO ESSERE APPLICATE.

Nel caso invece sussistano i detti requisiti il PM può chiedere l’applicazione di una delle sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2, del Decreto ossia: interdizione dall’esercizio dell’attività; sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito; divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione; esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi o eventuale revoca di quelli già concessi; divieto di pubblicizzare beni o servizi. Deve essere però sempre considerato che se l’ente svolge un pubblico servizio o un servizio di pubblica necessità, la cui interruzione può provocare un grave pregiudizio per la collettività, o nel caso in cui l’interruzione dell’attività dell’ente, tenute conto le dimensioni dello stesso e le condizioni economiche del territorio, possa provocare rilevanti ripercussioni sull’occupazione, in luogo della sanzione interdittiva il Giudice può nominare un commissario giudiziale ai sensi dell’articolo 15 del suddetto decreto, con contestuale “azzeramento” dei vertici aziendali.

AdV - Agosto 2012

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