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La certificazione del modello

È possibile certificare il Modello 231?


È una delle domande classiche di ogni corso, soprattutto perché molti enti di certificazione partecipano per qualificare i propri auditor.

Noi rispondiamo sempre così. Primo deve essere ricordato che tale attività, la certificazione appunto, non è prevista dal Decreto in nessuna forma, ne in qualche modo richiamata dalla norma. Secondo, alcuni enti di certificazione offrono il servizio, ma non esiste uno standard comune, ne delle regole in materia di eventuale accreditamento (oggi attività con riconoscimento pubblico). Terzo, allo stato attuale deciderà esclusivamente il giudice, senza nessun obbligo di considerare l’eventuale certificazione. 

Per questo deve essere una scelta di ogni singola azienda, e soprattutto deve essere coinvolto l’Organismo di vigilanza. Quasi sempre la scelta seguita è quella di verifiche ed “attestazioni” mirate (ricordiamo che questo è il termine corretto infatti la certificazione è una delle possibili forme della attestazione della conformità). Sono per esempio attestazioni mirate quella “documentale” del modello, per esempio commissionata dall’ODV in fase di accettazione dell’incarico. Oppure quelle di specifiche procedure e protocolli critici come per esempio quelli ambientali o di sicurezza sul lavoro o quelli relativi all’industria e commercio o relativi aspetti informatici.

Deve però essere ricordato che nel luglio 2010 era stato predisposto un progetto di riforma del Decreto legislativo 231 del 2001 sottoposto all’attenzione del Ministero della Giustizia da parte dell’Agenzia di Ricerche e Legislazione (AREL). La proposta prevedeva l’inserimento nel decreto di una disposizione contenente la possibilità di certificazione del modello ad opera di soggetti con requisiti definiti dal Ministero della Giustizia che avrebbe dovuto gestire anche apposito registro degli enti abilitati. Del suddetto progetto si è persa traccia.

Per concludere, un riflessione sulla possibile certificazione deve essere sempre fatta soprattutto spinta dall’ODV, devono essere considerati anche i costi sempre presenti nelle attività di attestazione. Spesso quelle parziali su alcuni protocolli tecnici sono le scelte migliori in termini di costi benefici.

SB - ottobre 2012 

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