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Requisiti onorabilità dei componenti dell’Organismo di Vigilanza


L’art. 6 del D.Lgs n. 231/2001 prevede che “se il reato è stato commesso dalle persone indicate nell’art. 5, co. 1, lett. a) (c.d. apicali), l’ente non risponde se prova che … b) il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo”. Il D.lgs 231/01 non fornisce, dunque specifiche indicazioni sull’O.d.V., lasciando ampio spazio all’autoregolamentazione dell’Ente.

Il problema, quindi, è quello di valutare quali siano le caratteristiche che deve avere tale Organismo, affinché possa essere assicurata un’efficace esecuzione dei compiti di vigilanza previsti dalla normativa. La dottrina (giuristi, associazioni di categoria, Confindustria) ha individuato i seguenti requisiti minimi necessari per chi assume il ruolo di componente dell’Organismo di Vigilanza: - autonomia, indipendenza e onorabilità; - professionalità; - continuità di azione. Per il rispetto dei requisiti di onorabilità - normalmente predeterminati e specificati dalla Società nel regolamento dell’Organismo di Vigilanza – si ritiene che la carica di membro dell’Organismo di Vigilanza non possa essere ricoperta da coloro che, salvi gli effetti della riabilitazione, sono stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall'autorità giudiziaria, ovvero sono stati condannati con sentenza irrevocabile per un qualsiasi reato, oppure siano stati radiati da albi professionali per motivi disciplinari.

Ancor più stringenti sono i requisiti che vengono richiesti per quei componenti degli O.d.V. che vigilano su SIM, SGR e SICAV, cui si estende quanto richiesto dall’art. 3 del Decreto n. n. 468/1998 (Regolamento recante norme per l'individuazione dei requisiti di professionalità e di onorabilità dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso SIM, società di gestione del risparmio e SICAV).

Infine, i componenti dell’O.d.V. non devono aver subito precedenti condanne per reati 231.  

Andrea de Vincentis 
Avvocato in Milano

Dicembre 2012

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