Contattaci: +39 02 55186649 - 02 7492085
E-mail: info@organismodivigilanza.com

Associazione a delinquere e Decreto Legislativo 231

Si segnala ai lettori il seguente interessante arresto della Suprema Corte di Cassazione.


LA SENTENZA

Cassazione Penale, Sez. III, 6 giugno 2013 (ud. 27 marzo 2013) n. 24841

“La responsabilità amministrativa degli enti si applica anche ai reati tributari se sono il fine dell’associazione per delinquere, con la conseguenza che deve ritenersi legittimo il sequestro operato nei confronti di una società i cui vertici sono imputati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzazione di fatture false”.

IL CASO 

La Società X viene sottoposta ad indagini per la violazione dell’art. 24 ter del D.lgs. 231/2001 e dunque per il reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.), finalizzata alla commissione dei reati di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti ed emissione di fatture f...

Associazione a delinquere e Decreto Legislativo 231 

Art. 24 ter D. lgs 231/01 (Art. 416 c.p. Associazione a delinquere).

Si segnala ai lettori il seguente interessante arresto della Suprema Corte di Cassazione.

LA SENTENZA

Cassazione Penale, Sez. III, 6 giugno 2013 (ud. 27 marzo 2013) n. 24841

“La responsabilità amministrativa degli enti si applica anche ai reati tributari se sono il fine dell’associazione per delinquere, con la conseguenza che deve ritenersi legittimo il sequestro operato nei confronti di una società i cui vertici sono imputati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzazione di fatture false”.

IL CASO 

La Società X viene sottoposta ad indagini per la violazione dell’art. 24 ter del D.lgs. 231/2001 e dunque per il reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.), finalizzata alla commissione dei reati di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti ed emissione di fatture false (artt. 2 e 8 d.lgs. 74/2000 recante “Nuova disciplina in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell’articolo 9 della Legge 25 giugno 1999, n. 205”).

Nel corso dell’indagine il PM chiede disporsi la misura cautelare del sequestro preventivo dei beni, finalizzato alla confisca, per un valore corrispondente al prodotto complessivo della frode (€ 3.518.743,34) e il GIP accoglie e dispone il sequestro.  

LA NORMA

L´art. 24 ter del d.lgs. 231/2001, inserito dalla legge Legge 15 luglio 2009, n. 94, e rubricato "delitti di criminalità organizzata" prevede fra i "reati presupposto" l´associazione a delinquere "semplice" ai sensi dell´art. 416 c.p.: per la configurazione di tale fattispecie di reato è, come noto, necessaria l´associazione di tre o più persone, allo scopo di commettere più delitti.

Perché, dunque, il reato si configuri sono sufficienti 3 persone.

CONSEGUENZE

La Cassazione, con la succitata sentenza stabilisce che la disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti, contenuta nel Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, si applica anche ai reati di natura tributaria (ad oggi non contemplati tra i delitti che fondano la responsabilità da reato degli enti) se questi costituiscono il fine illecito dell’associazione per delinquere attivata dai suoi vertici aziendali.

Potenzialmente, dunque, qualsiasi delitto dell’ordinamento giuridico italiano commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente, con il vincolo associativo dell’art. 416 c.p. potrebbe in ipotesi configurare la responsabilità della società ai sensi del D.lgs 231/01.

Per assurdo, un Ente potrebbe essere chiamato a rispondere ai sensi dell'art. 24 ter 231/01, nel caso in cui un soggetto appartenente alla Società rientrante fra quelli indicati dall’art. 5 D.lgs 231/01 (per esempio un direttore sanitario) si associ ad altri due soggetti (direttore cimitero e becchino), per ottenere illegittimamente cadaveri ( art. 413 c.p. "Uso illegittimo di cadavere", non ricompreso nella 231), sempre che la Società abbia un interesse o un vantaggio (ricerca, studio, compravendita organi).

COSA FARE

Gli enti, dunque, per evitare sorprese dovrebbero predisporre modelli di organizzazione gestione e controllo dando rilevanza e autonoma dignità ad alcune tipologie di reati che, seppur non previsti espressamente dal Decreto 231/01, come nella specie quelli tributari, tramite le condotte associative sanzionate, sono a rischio riguardo all’attività societaria svolta. 

Una diversa soluzione renderebbe inidoneo tout court il modello, con la conseguenza che la società sarà sempre ritenuta responsabile.

Andrea de Vincentis

Avvocato in Milano - Membro ODV 231

Giugno 2013

News:

  • 31/08/2020

    Aggiornamento: nuovi reati presupposto nel Decreto legislativo 231

    Forte impatto sul diritto penale d'impresa, soprattutto con riferimento alle fattispecie di reati tributari e di reati contro la pubblica amministrazione
  • 11/05/2020

    La nuova circolare 231 di Audit in Italy

    Il nostro servizio di aggiornamento esclusivo per clienti, contatti e collaboratori Audit in Italy, area compliance-Decreto Legislativo 231 del 2001.
  • 21/01/2020

    I reati tributari nel Decreto 231: ci siamo!

    I “reati fiscali” creano responsabilità penale di impresa
  • Archivio